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Significato espressivo del linguaggio


Riposto nell'angolo più angolato della libreria è rimasto nascosto per lungo tempo come un gattino abbandonato un piccolo volumetto: " L'espressione letteraria " di Pasquale Leonetti .
E' stato stampato nel 1951 ... pensate un po' , pubblicato con il prezzo di 650 Lire. 
Concepito per uso scolastico fu utilizzato da qualche  antenato del secolo scorso.
Come direbbe Thomas Dylan : " when I was younger and easy " ( Fern hill ) non prestavo la dovuta attenzione al testo, anche se una disordinata curiosità rimaneva latente, non spiegata compiutamente.
Con l'andazzo del tempo ho smussato l'angolo " e di notte per non sentirmi solo ", con approccio ed espressione  poco letteraria, ho cominciato ad approfondirne l'argomento attraverso la lettura.
Sintassi, semantica frasale, stilistica, metrica sono alcuni degli argomenti trattati, non tralasciando le connessioni ai  caratteri dell'espressione artistica del linguaggio  nei vari generi letterari, penetrando moti e  fantasie degli autori delle opere .
Come succede a tutti noi , o quasi, alcuni testi rimangono legati a vincoli neuro-sentimental-psicologici non ben precisati, percio', entrano nel circolo delle ri-letture formalmente riconosciute dalla pila di libri riposta nel comodino accanto al letto, con le parole  nei pressi. Quella che segue non si puo' nemmeno chiamare una sintesi di una analisi critica, richiederebbe più tempo e sforzo aggiuntivo, bensi' una introduzione schematica del significato racchiuso nel valore linguistico delle parole. Una spinta per trarre i successivi collegamenti alle nostre selezioni letterarie ed un aiuto per l'interpretazione formale. 
E' chiaro che tale procedimento risulta riduttivo ( stile apprendimento scolastico ) ma allo stesso tempo  lascia un'appoggio seppur periferico, tuttavia presente alle eventuali necessità ed uno stuzzichino per il desiderio d'approfondimento. Ho usato diversi traslati ... e non a caso !






L'ESPRESSIONE LETTERARIA
di PASQUALE LEONETTI

CASA EDITRICE G.D'ANNA  - Messina-Firenze -




STILISTICA o RETORICA

Arte del comporre o arte dello scrivere


COMPORRE o COMPOSIZIONE

Porre mettere insieme

Unione, collegamento logico, sia delle idee, sia delle parole e dei costrutti con cui le idee devono essere espresse.



PROCEDIMENTI GENERALI DELLA COMPOSIZIONE

Operazioni mentali


INVENZIONE

Preparare le idee che si riferiscono ad un determinato oggetto


ELOCUZIONE

Espressione e comunicazione

Il lavorio dell'invenzione ora accade nel nostro spirito prima di quello dell'elocuzione, ora si compie contemporaneamente, ora si identifica addirittura con esso


Le doti dell'elocuzione

Per esprimere in modo più compiuto il pensiero necessita includere questi elementi:

Chiarezza
Convenienza
Sobrietà
Armonia

La Chiarezza

Adoperare voci e costrutti che rendano con precisione ed evidenza il pensiero che si vuol comunicare


Tale dote si ottiene :
- applicando dovutamente le regole della grammatica
- rispettando la proprietà e la purezza del linguaggio


Proprietà

Adoperare vocaboli e modi di dire corrispondenti o propri ai concetti che si vogliono esprimere
( attenzione allo scambio con sinonimi )


Purezza

Adoperare vocaboli e modi di dire veramente italiani.
Non sono espressioni italiane i neologismi, solo quando è necessario significare concetti nuovi privi di parole che li esprimano, i neologismi sono giustificati, come per es. tram, aereoplano,locomotiva, automobile ecc. Se gli arcaismi sono derivati dal latino sono detti latinismi
Non sono espressioni italiane gli arcaismi , vocaboli caduti in disuso, come per esempio, conciosiacosachè per perchè, inumare per seppellire, allotta per allora
Non sono espressioni italiane i barbarismi, voci o forme ricavate da lingue straniere e usate nella loro forma originaria o in forma italianizzata ( abituè per frequentatore, lunch per merenda, oggigiorno per oggi ecc ). I barbarismi prendono nome dalla lingua da cui derivano, si hanno percio' francesismi, tedeschismi,inglesismi,spagnolismi, gracismi ecc.



La convenienza

E' la dote dell'elocuzione per cui adattiamo il nostro linguaggio sia alla particolare natura delle cose espresse, sia alle circostanze con cui quelle hanno stretto rapporto. Viene meno cosi' alla convenienza chi nel significare fatti o cose non tenga conto dei loro vari caratteri, come si riscontra in questi versi, dove il termine " annidare " è attribuito ai quadrupedi.

Or dentro ad una gabbia
Fiere selvagge e mansuete gregge
S'annidan si che sempre il miglior geme

( Petrarca )

Cosi anche offende la convenienza chi per esempio in uno scritto d'argomento serio o triste usi espressioni giocose, o chi in un componimento che richiede naturalezza e semplicità adoperi frasi ricercate od enfatiche


L'armonia

E' la dote dell'elocuzione per cui le parole si sollegano, rispetto ai suoni che le formano, in una maniera che renda un ritmo o un'armonia gradevole all'orecchio. Nel linguaggio si puo' distinguere una duplice armonia: la semplice e l'imitativa
La prima si ottiene: a) con la sapiente disposizione degli elementi nella proposizione e delle proposizioni del periodo. b) con l'eliminazione degli iati e degli incontri sgradevoli od aspri dei suoni. c) con l'eliminazione delle ripetizioni di voci o frasi identiche, di voci terminanti con le stesse desinenze, di espressioni somiglianti che produrrebbero monotonia.
L'armonia imitativa risulta dall'insieme di parole che con loro nessi sibbalici rendono in certo modo i suoni che hanno le cose da esse significate:

Chiama gli abitator de l'ombre eterne
Il rauco suon della tartarea tromba

( Tasso )


IL LINGUAGGIO FIGURATO 


Una parola o una frase dal significato normale  puo' essere trasportata o voltata in circostanze particolari ad altro significato che derivi dal primo per un rapporto che puo' essere di analogia, di somiglianza, di associazione, di dipendenza o di altro genere. ( esempio, piede , piede del monte )
In tale caso e in casi analoghi si ha la cosi' detta elocuzione figurata o il linguaggio figurato.
Il linguaggio figurato è costituito da espressioni particolari o da speciali atteggiamenti del pensiero e delle parole che si distinguono generalmente in traslati o tropi e in figure

I traslati o tropi

Sono parole od espressioni che dall'idea da esse comunemente significata sono trasportate ad indicare un'altra idea per un processo d'associazione o di rappresentazione fantastica. ( Leone puo' essere un traslato perchè dal suo significato di belva forte e coraggiosa è usata a denotare, per associazione d'idee, un uomo di qualità identiche ).

Dei traslati ricordiamo i più comuni :

La metafora

Un vocabolo si trasporta ad un altro soprattutto per un rapporto di somiglianza
(il sorriso della primavera, i frutti dell'ingegno, essere sulle spine ecc )


L'allegoria

Si ha quando il pensiero espresso con una metafora è continuato da altre metafore che sono in diretta dipendenza logica dalla prima. L'allegoria potrebbe percio' definirsi una metafora continuata:

Per correr migliori acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno
che lascia dietro a sè mar si crudele

( Dante )

Le allegori possono essere anche cotinuate per interi componimenti o per interi poemi. Per esempio la Divina Commedia di Dante è tutta un'allegoria morale.


La metonimia

E' il traslato per cui in un vocabolo il trasporto da un significato all'altro si fa attraverso lo scambio di due concetti legati da strettissimo rapporto logico.
Per metonimia si sogliono adoperare: a) la causa per l'effetto ( ma negli orecchi mi percosse un duolo ) b) l'effetto per la causa ( questi beni sono il frutto del mio sudore ) c) l'astratto per il concreto ( ... e quando tono' il punico furore ) d) lo strumento per l'opera o per l'arte ( la penna di Dante o lo scalpello di Michelangelo ) e) l'autore per la sua opera ( ho letto tutto il Tasso, tutto il Foscolo )


Le sineddoche

E' un traslato per cui il trasporto da un significato all'altro avviene per un rapporto di comprensione o di contenenza. Percio' si scambiano per sineddoche: a) la parte per il tutto ( Lontano dal focolare domestico ) b) il tutto per la parte ( Le corna del cervo s'impigliarono alla selva ) c) il genere per la specie ( O animal [ o uomo ]  grazioso e benigno ) d) la specie per il genere ( L'avaro zappator l'arma [ gli strumenti di lavoro ] riprende ) e) il contenente per il contenuto ( Ho comprato una bella camera da letto ) f) il singolare per il plurale g) il plurale per il singolare.


L'antonomasia


E' un traslato per cui una data persona o cosa è significata non col nome ordinario, ma con un nome che ne indichi o una qualità importante o la stirpe o la patria.
Il divino poeta ( Dante ), il Pelide ( Achille ), l'Arpinate ( Cicerone ).
Anche quando si esprime la qualità di una persona, non con la parola ordinaria, ma per mezzo del nome del personaggio diventato famoso per quella data qualità.
E' un Napoleone ( cioè uno stratega ), è un Giuda ( cioè un traditore ), è un mecenate ( cioè protettore di letterati ed artisti ).


L'ironia


E' un traslato per cui si esprime un pensiero con parole che suonano in apparenza il contrario, come per esempio un pensiero di biasimo con parole di lode. 

" Bel modo di rispondere ! " 

L'ironia è suggerita di solito dal bisogno di rendere più efficace il biasimo o la critica con l'arma del riso e dello scherno. Se in essa lo scherno è accompagnato da un sentimento di disprezzo, si ha il sarcasmo


L'iperbole


E' un traslato per cui si presentano i fatti e le cose con proporzioni esagerate, sia ingandendoli, sia rimpicciolendoli, esempi: Vola come il vento, gli parve di toccare il cielo con le dita, aspetto' un secolo, ne fece e ne disse d'ogni colore.


La perifrasi


E' un traslato per cui i fatti, le cose, le persone sono designate non coi loro nomi, ma con frasi che ricordano circostanze o qualità che li hanno resi o rendono noti.

                 Il Foscolo indica cosi' il Buonarroti, che architetto' la cupola di S.Pietro in Roma :

      colui che novo Olimpo
Alzo' in Roma ai Celesti


L'eufemismo

E' una particolare specie di perifrasi formata da parole che attenuano per ragioni di delicatezza o di pietà o di convenienza il significato troppo triste o crudo o fastidioso dal pensiero che si vuole esprimere.

Se n'ando' in pace con l'anima contenta  ( ossia : mori' )

( Petrarca )


Una particolare forma di eufemismo è il litote per cui in forma negativa attenuata si esprime un giudizio positivo.

Non è un'aquila  ( cioè è un ingegno mediocre )
Non era nato un cuor di leone ( Manzoni riferendosi a Don Abbondio )




Prossimamente verranno descritte le FIGURE







LE FORME DISCORSIVE DELLA COMPOSIZIONE


NARRAZIONE

Si ha quando si fa conoscere un fatto nella successione cronologica delle sue fasi, cioè a dire per modo che il lettore ne veda l'inizio, il graduale sviluppo e la fine


DESCRIZIONE

Ha luogo quando i fatti e le cose sono riferiti con compiutezza di particolari e vivezza di rappresentazione da sembrare ritratti della realtà come in un quadro


ESPOSIZIONE

Si ha tutte le volte che comunichiamo le nostre idee  senza le particolari forme della narrazione e della descrizione. Espressione di opinioni , sentimenti, argomentazioni, discussioni, conversazioni
Un componimento puo' presentare una sola di queste tre forme in tutta la sua estensione ovvero puo' risultare di  parti scritte successivamente o contemporaneamente in due di esse o in tutte e tre le forme


La narrazione, la descrizione e l'esposizione possono essere fatte in una maniera rappresentativo-dialogica e dare luogo al cosi' detto dialogo, per cui lo scrittore da alla sua composizione la forma di una conversazione fra due o più persone reali o immaginarie, dette interlocutori, e ne riferisce le parole cosi' come sono state pronunziate o finge che lo siano state.


STILE

Impronta o la fisionomia particolare che la composizione riceve o dalle facoltà intime espressive dello scrittore o da cause di vario genere che influiscono dall'esterno sul suo spirito

Classificazione

Una prima classificazione tiene conto del temperamento artistico dello scrittore, dal cui nome si ricava l'attributo specificativo dello stile.
 Stile omerico, dantesco, macchiavellico ecc. per indicare la particolarità di concezione e di elocuzione che ci permettono di distinguere una pagina da quelle di altri scrittori

Altre classificazioni

a) - Stile subiettivo o personale : in rapporto al manifestarsi più o meno diretto della personalità dello scrittore nella sua opera ( come per esempio quello dei poeti lirici )

Stile obiettivo o impersonale : come per esempio quello dei poeti epici, degli storici, degli espositori di dottrine, ecc.

b) - Stile tragico, eligiaco ecc.  In rapporto al genere dell'opera

c) - In rapporto alla forma del concepimento e al tono dell'espressione:

Stile semplice o dimesso  se l'espressione si avvicina alla forma della conversazione familiare
Medio od ordinario se procede con pacatezza d'espressione e senza concitazione e commozione
Sublime ed elevato se è l'espressione concitata ed impetuosa di altri concetti o di forti sentimenti

d) - Stile distintivo in rapporto all'epoca del componimento letterario (medioevo, sec. XVI ecc. )

e) - In rapporto ad indirizzi artistici e a correnti culturali ( stile classico, romantico, accademico ecc. )

f) - in rapporto alla terra o alla nazione cui appartiene lo scrittore ( stile attico, orientale, nordico ecc. )

Innumerevoli altri attributi sono adoperati per significare le variazioni dello stile :

Stile curialesco, volgare, rozzo, sdolcinato, infantile, femineo, grave, solenne, fiorito, prolisso ecc.

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